Inclusione alunni con Bisogni Educativi Speciali

Piano per l'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Per potenziare la cultura dell’inclusione scolastica e per meglio rispondere alle esigenze di ogni alunno, l’Istituto Superiore “ G.Vico” si impegna nella elaborazione di un PIANO ANNUALE DI INCLUSIVITA’ che vede come principali destinatari quegli alunni che presentano bisogni educativi speciali.

I BES comprendono:

disabilità(ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77); ( diagnosi certificata: PEI)
disturbi evolutivi specifici (Legge 170/2010, Legge 53/2003); ( diagnosi certificata/o non certificata: PDP)
alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale.
Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l’apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l’utilizzo di facilitatori e l’analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali.

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano didattico personalizzato (PDP) che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio scolastico, tranne nei casi di disabilità. Il PDP deve essere firmato dalla famiglia, dal Consiglio di classe e dal Dirigente Scolastico.

DISABILITA’

A) Piano Educativo Individualizzato (PEI)

Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo Individualizzato (PEI) ad opera del GLH operativo.

B) Piano Didattico Personalizzato (PDP)

Per gli alunni con DSA le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso un’azione formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative; negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita e gli strumenti e strategie didattiche.
L’attivazione del PDP è deliberata in Consiglio di classe, firmato dal Dirigente Scolastico, dai docenti e dalla famiglia. La famiglia autorizza in forma scritta il trattamento dei dati sensibili.

ALUNNI CON DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI

Alunni con DSA (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011)

I disturbi specifici di apprendimento (DSA) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità intellettive adeguate all’età anagrafica.

La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata” come strumento di garanzia del diritto allo studio introducendo strumenti compensativi e misure dispensative.

Il processo di gestione e produzione della documentazione relativa agli alunni con DSA prevede due articolazioni corrispondenti rispettivamente alla redazione del PDP per gli alunni DSA accertati e all’individuazione di alunni a rischio DSA (screening DSA).

Entrambe le procedure sono gestite dal coordinatore di classe.

Alunni con altri disturbi evolutivi specifici

Gli alunni con disturbi specifici che non rientrano nella categorie stabilite dalla Legge 104/92 possono usufruire di un piano di studi personalizzato e delle misure previste dalla Legge 170/2010.

Rientrano in questa categoria ad esempio gli alunni con:

-deficit del linguaggio;

-deficit delle abilità non verbali;

-deficit nella coordinazione motoria;

-deficit dell’attenzione e iperattività (in forma grave tale da compromettere il percorso scolastico);

-funzionamento cognitivo limite;

-disturbo dello spettro autistico lieve (qualora non previsto dalla legge 104) ecc.

Predisposizione del Piano di studi personalizzato

Il Consiglio di classe predispone gli interventi di inclusione assumendosi la responsabilità pedagogico-didattica. Possono essere previste misure compensative e dispensative, nonché progettazioni e strategie didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. Qualora la certificazione clinica o la diagnosi non sia stata presentata, il Consiglio di Classe dovrà motivare opportunatamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche.

  • La famiglia collabora alla stesura del PDP assumendo la corresponsabilità del progetto educativo.
  • Il Consiglio di Classe delibera l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato.

ALUNNI CON SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E/O CULTURALE

1) Area dello svantaggio socioeconomico e culturale

Tali tipologie di Bes, fermo restando le procedure descritte precedentemente, dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei servizi sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche.

Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio.

2) Area dello svantaggio linguistico e culturale.

Prendendo spunto dalle indicazioni fornite dalla normativa vigente in materia, in particolare il Decreto Legislativo 286/98 all’art. 38 (Testo Unico delle disposizioni sull’immigrazione) e il relativo Regolamento attuativo, il DPR 394/99 all’art. 45 le cui disposizioni vengono recepite dalla C.M. 24/2006 che detta le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, il nostro Istituto, in seguito all’aumento di alunni stranieri nelle classi, predispone alcune linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri:

  1. definire pratiche condivise all'interno dell'Istituto in tema di accoglienza di alunni stranieri, anche recuperando esperienze già attuate (le esperienze verranno inserite in appendice);
  2. facilitare l'ingresso a scuola degli alunni stranieri e sostenerli nella fase di adattamento nel nuovo ambiente;
  3. entrare in relazione con la famiglia immigrata;
  4. favorire un clima di accoglienza nella scuola;
  5. definire compiti e ruoli degli operatori scolastici coinvolti ;
  6. offrire alcune indicazioni generali sulla programmazione del curricolo e sulla valutazione;
  7. suggerire modalità di intervento per l'apprendimento della lingua Italiano L2;
  8. individuare le risorse necessarie per tale intervento;
  9. promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole e tra scuole e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale.

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” di Sulmona si propone di potenziare la cultura dell’inclusione per rispondere in modo efficace alle necessità di ogni alunno che, con continuità o per determinati periodi, manifesti Bisogni Educativi Speciali.

A tal fine intende:

  • creare un ambiente accogliente;
  • sostenere l’apprendimento attraverso una revisione del curricolo, sviluppando attenzione educativa in tutta la scuola;
  • promuovere l’attiva partecipazione di tutti gli studenti al processo di apprendimento;
  • centrare l’intervento sulla classe in funzione dell’alunno;
  • favorire l’acquisizione di competenze collaborative;
  • promuovere culture politiche e pratiche inclusive attraverso una più stretta collaborazione fra tutte le componenti della comunità educante.

Obiettivo principale è la riduzione delle barriere che limitano l’apprendimento e la partecipazione sociale attraverso l’utilizzo di facilitatori e l’analisi dei fattori contestuali, sia ambientali che personali.

Destinatari

Sono destinatari dell’intervento a favore dell’inclusione scolastica tutti gli alunni con Bisogni Educativi Speciali comprendenti:

  • disabilità(ai sensi della Legge 104/92, Legge 517/77);
  • disturbi evolutivi specifici(Legge 170/2010, Legge 53/2003);
  • alunni con svantaggio socio-economico; svantaggio linguistico e/o culturale.

RISORSE

Risorse umane

  • Dirigente Scolastico
  • Coordinatore per le attività di sostegno
  • Referente DSA
  • Figura strumentale per l’autovalutazione d’istituto
  • Docenti per le attività di sostegno
  • Coordinatori di classe
  • Personale ATA

Organi collegiali:

  • Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI)

L’Istituto d’Istruzione Superiore “Ovidio” istituisce il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI) al fine di realizzare appieno il diritto all’apprendimento per tutti gli alunni in situazione di difficoltà, come stabilito dalla D.M. 27 dicembre 2012 e dalla Legge 53/2003, attraverso la programmazione di un” Piano Annuale per l’Inclusione”.

Compiti e funzioni del GLI

  1. Rilevazione dei BES, monitoraggio e valutazione
  2. Raccolta e documentazione degli interventi educativo-didattici
  3. Consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie e metodologie di gestione delle classi
  4. Raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai G.L.H. operativi
  5. Elaborazione di un “Piano Annuale per l’Inclusione”
  6. Interfaccia con CTS e servizi sociali e sanitari territoriali per attività di formazione, tutoraggio ecc.

Composizione del gruppo

E’ presieduto dal Dirigente Scolastico o da un suo delegato; è costituto dal gruppo di sostegno, dal coordinatore del progetto di accoglienza e dal referente L2, dalle figure strumentali, da una rappresentanza dei docenti coordinatori.

Consiglio di Classe

Il Consiglio di classe ha il compito di indicare in quali casi sia opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative e dispensative sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, e sulla base della eventuale documentazione clinica e/o certificazione fornita dalla famiglia.

  • Coordinamento con il GLI
  • Comunicazione con la famiglia ed eventuali esperti
  • Predisposizione del PDP

Il Consiglio di classe deve predisporre un piano didattico personalizzato (PDP) che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti per tutti gli alunni individuati in situazione di svantaggio scolastico, tranne nei casi di disabilità. Il PDP deve essere firmato dalla famiglia, dal Consiglio di classe e dal Dirigente Scolastico.

GLH operativo

Il GLH operativo elabora il piano educativo individualizzato in presenza della certificazione di disabilità, come stabilito dalla legge 104/92.

GLH d’Istituto

E’ composto dal DS, dal coordinatore delle attività di sostegno, dai docenti di sostegno, dai rappresentanti dei servizi territoriali e dalle famiglie.

Dopo aver discusso e recepito la proposta di “Piano Annuale per l’inclusione”, nel mese di settembre il GLI adatta la proposta di Piano Annuale per l’inclusione in base alle risorse assegnate alla scuola.

Collegio dei Docenti

  • Discute e delibera il piano annuale.
  • All’ inizio di ogni anno scolastico discute e delibera gli obiettivi proposti dal GLI da perseguire e le attività da porre in essere che confluiranno nel piano annuale di inclusione.
  • Al termine dell’anno scolastico verifica i risultati ottenuti.

Risorse strumentali

Nell’arco degli anni la scuola si è dotata di attrezzature e ausili informatici specifici che possano rispondere in modo adeguato ai bisogni speciali dei nostri alunni con bisogni educativi speciali come la lavagna interattiva multimediale, audiobook, tastiera facilitata, dattilobraille, sintesi vocale.

MODALITA’ D’INTERVENTO

L’Istituto cerca di migliorare il proprio livello di inclusione coordinando tutti i progetti per alunni con Bisogni Educativi Speciali in una strategia che accresca la capacità della scuola di rispondere ai bisogni delle diversità. A tal fine il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione, oltre a riunirsi collegialmente, si è suddiviso in gruppi di lavoro per raggiungere la massima efficacia d’intervento, secondo la seguente articolazione:

A livello di istituto

Organizzazione scolastica generale

  • classi aperte
  • compresenza
  • uso specifico della flessibilità

Sensibilizzazione generale

  • Promozione di attività di sensibilizzazione generale, attraverso cicli di film, letture ed altro, al fine di evitare atteggiamenti pietistici e compassionevoli.

Articolazione degli spazi e delle posizioni

  • Accessibilità interna ed esterna
  • Ubicazione delle classi
  • Posizione dei banchi

Rapporti con le famiglie e il territorio

  • ASL
  • Famiglie
  • Associazioni coinvolte nel sociale

Formazione

L’Istituto propone attività di aggiornamento e formazione per tutti i docenti in relazione ai temi dell’educazione inclusiva e, in particolare, per migliorare la loro capacità di attivare le metodologie dell’apprendimento cooperativo e del per tutoring.

A livello di gruppo-classe

  • Utilizzo dei modelli di apprendimento cooperativo e di tutoring;
  • Potenziamento del metodo di studio soprattutto nelle classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
  • Recupero dei prerequisiti per le classi prime durante il periodo dedicato all’accoglienza;
  • Attivazione di percorsi inclusivi;
  • Elaborazione chiara dei livelli minimi attesi per le varie discipline.

Specifico per l’alunno con BES

Strumento privilegiato è il percorso individualizzato e personalizzato redatto in un piano che ha lo scopo di definire, monitorare e documentare, attraverso un’elaborazione collegiale, le scelte educativo-didattiche.

A) Piano Educativo Individualizzato (PEI)

  • Per gli alunni con disabilità certificata è prevista la formulazione del Piano educativo Individualizzato (PEI) ad opera del GLH operativo.

B) Piano Didattico Personalizzato (PDP)

  • Per gli alunni con DSA le misure indicate riguarderanno le metodologie didattiche attraverso un’azione formativa individualizzata e personalizzata e attraverso l’introduzione di strumenti compensativi e misure dispensative;
  • negli altri casi si potranno esplicitare progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita e gli strumenti e strategie didattiche.
  • L’attivazione del PDP è deliberata in Consiglio di classe, firmato dal Dirigente Scolastico, dai docenti e dalla famiglia. La famiglia autorizza in forma scritta il trattamento dei dati sensibili.

ALUNNI CON DISABILITA’

L’istituto accoglie gli alunni disabili organizzando le attività didattiche ed educative attraverso il supporto dei docenti specializzati, degli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, di tutto il personale docente ed Ata.

Il docente specializzato.

Il docente di sostegno svolge una funzione di mediazione fra tutti le componenti coinvolte nel processo di integrazione dell’alunno disabile, la famiglia, gli insegnanti curricolari, le figure specialistiche delle strutture pubbliche. All’inizio dell’anno scolastico, in base alle esigenze emerse dopo un congruo periodo di osservazione, stabilisce in accordo con il Dirigente scolastico un orario didattico temporaneo. A tal fine, si individuano insieme al C.d.C., le discipline in cui intervenire. Il docente specializzato cura i rapporti con i genitori e con la Asl di riferimento; redige congiuntamente con i referenti del Servizio sanitario nazionale, con i genitori e il Consiglio di classe il PEI ed il PDF; partecipa ai G.L.H.O., ai G.L.H. d’Istituto e alle riunioni del gruppo di lavoro per l’inclusione; tiene un registro per le attività di sostegno; alla fine dell’anno scolastico riferisce il suo operato in una relazione finale.

GLH d’Istituto

Composizione: Dirigente scolastico, referente dei docenti di sostegno, docenti per le attività di sostegno, referente Asl, genitori degli studenti disabili, referente personale Ata, referente Enti locali, operatori specialistici. Si riunisce due volte all’anno e/o ogni volta venga ritenuto necessario.

Compiti:

  • Analizza la situazione complessiva dell’Istituto con riferimento alle strutture, alle risorse umane e materiali, agli alunni in situazioni di disabilità.
  • Cura i rapporti con le Asl e con le associazioni delle persone disabili.
  • Formula proposte di tipo organizzativo e progettuale per il miglioramento dell’integrazione degli alunni disabili nell’istituto.
  • Propone le spese per l’acquisto di materiali ed attrezzature per le varie attività didattiche previste per ciascun P.E.I.

GLH operativi

Composizione: Dirigente scolastico, docente referente se necessario, docente coordinatore, docenti curricolari, docenti di sostegno dell’alunno disabile, genitori dell’alunno disabile, operatori Asl, A.E.C. se richiesto, altro personale che opera con l’alunno disabile.

Nel caso in cui fosse necessario, si prevede la possibilità di riunire G.L.H. straordinari, concordando la presenza degli operatori sanitari.

Funzioni:

  • Progettazione e verifica del PEI;
  • Stesura e verifica del PDF.
  • Individuazione e programmazione delle modalità operative, delle strategie, degli interventi e degli strumenti necessari all’integrazione dell’alunno disabile.

Referente per le attività di sostegno

Funzioni:

  • Competenze di tipo organizzativo (gestione delle risorse personali, contatti con i referenti della Asl, collaborazione con il Dirigente Scolastico per l’organizzazione delle attività di sostegno, convocazione del Gruppo di lavoro, coordinamento del Gruppo di Lavoro nello svolgimento delle varie attività).
  • Competenze di tipo consultivo (creazione di un archivio e di una banca dati di proposte didattiche integrate fruibili dai docenti, propone materiali inerenti le metodologie e le strategie didattiche).
  • Competenze di tipo progettuale e valutativo (predisposizione di modulistica, formulazione di progetti in base ai bisogni educativi emersi nell’Istituto e in base alle proposte del gruppo di lavoro per le attività di sostegno).

Scelte metodologiche e didattiche

All’interno delle varie classi con alunni con disabilità si adottano strategie e metodologie favorenti l’inclusione e il lavoro di gruppo come l’apprendimento cooperativo e il tutoring, le attività di tipo laboratoriale. Per programmare gli interventi didattici in base alle esigenze degli alunni si adotta, ove possibile, una programmazione per aree disciplinari.

Verifica e valutazione: gli studenti diversamente abili sono valutati in base al PEI.

Il PEI può essere: curricolare o globalmente riconducibile alla programmazione oppure totalmente differenziato. Le verifiche, orali e scritte, concordate con i docenti curriculari, possono essere equipollenti e/o prevedere tempi più lunghi di attuazione.

Individualizzazione dei percorsi d’apprendimento

Nella programmazione educativa individualizzata si promuoveranno itinerari che sollecitino l’autonomia personale, sociale e didattica, limitando quanto possibile la dipendenza dell’alunno dal docente per le attività di sostegno.

Nel caso di adozione di programmazione differenziata si svilupperanno tutti i raccordi possibili con la programmazione della classe in modo da favorire l’inclusione dell’alunno.

Le attività di sostegno si svolgono prevalentemente in classe, solo in casi rari ed eccezionali si possono prevedere attività in rapporto uno a uno.

Continuità educativo-didattica

L’istituto considera la continuità educativo-didattica come fattore facilitante il processo di apprendimento dell’alunno con disabilità e per questo si creano le condizioni, affinché l’insegnante per le attività di sostegno assegnato ad una classe permanga, per quanto possibile, anche negli anni successivi.

Procedure di accoglienza

Il referente per le attività di sostegno, o un docente di sostegno delegato, incontra i docenti della scuola di provenienza dell’alunno e i suoi genitori, nel mese di maggio, per formulare progetti per l’integrazione. Il referente verifica la documentazione pervenuta e attiva risposte di tipo organizzativo per accogliere l’alunno stesso (richiesta assistenza specialistica, assistenza di base, trasporto, strumenti e ausili informatici ecc…). Il docente per le attività di sostegno assegnato alla classe informa il Consiglio sulle problematiche relative all’alunno, incontra i genitori all’inizio dell’anno scolastico, prende contatti con gli specialisti della ASL, collabora con gli insegnanti curricolari al fine di creare un clima di collaborazione e di inclusione per gli alunni diversamente abili.

Il referente per le attività di sostegno predisporrà all’inizio dell’attività scolastica tutte le attività volte ad accogliere l’alunno diversamente abile, assieme al docente referente dell’accoglienza.

Gli alunni con disabilità grave saranno affiancati da un alunno tutor.

Durante l’accoglienza, il docente di sostegno assieme al C.d.C. proporrà attività di orientamento volte a migliorare l’efficacia dello studio.

Orientamento in entrata

Le famiglie che vogliono conoscere l’offerta formativa dell’Istituto per gli alunni disabili possono usufruire di un servizio di informazione e consulenza da parte del referente per le attività di sostegno, o altro docente di sostegno delegato. In base ai diversi bisogni educativi evidenziati, ai colloqui con i genitori e con i docenti della scuola di provenienza, si cerca di individuare il corso di studi più adatto all’alunno.

Orientamento in uscita

In base al “progetto di vita” individuato nel PEI, l’alunno e la famiglia possono usufruire di varie attività di orientamento. Tali attività vengono progettate in collaborazione con la figura strumentale competente.

Alternanza scuola-lavoro

Il docente di sostegno, su delega del consiglio di classe, collabora con la figura strumentale preposta a tale attività, per individuare le attività che l’alunno con disabilità può svolgere, per facilitare l’inserimento nell’attività di tirocinio e partecipare come tutor, se necessario.

Nell’ultimo GLH operativo del terzo anno e/o nel primo del quarto anno si stabiliscono le modalità più adeguate per costruire un percorso di alternanza scuola-lavoro, che vengono riferite alla figura strumentale; si tiene conto della compartecipazione degli Enti locali (soprattutto per i casi più gravi).

ALUNNI CON DISTURBI EVOLUTIVI SPECIFICI

Alunni con DSA (Legge 170 dell’ 8 ottobre 2010 e al D.M. 12 luglio 2011)

I disturbi specifici di apprendimento (DSA) si distinguono in dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; riguardano alcune specifiche abilità dell’apprendimento di alunni con capacità intellettive adeguate all’età anagrafica.

La Legge 170/2010 dispone che le istituzioni scolastiche garantiscano “l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata” come strumento di garanzia del diritto allo studio introducendo strumenti compensativi e misure dispensative.

Il processo di gestione e produzione della documentazione relativa agli alunni con DSA prevede due articolazioni corrispondenti rispettivamente alla redazione del PDP per gli alunni DSA accertati e all’individuazione di alunni a rischio DSA (screening DSA).

Entrambe le procedure sono gestite dal coordinatore di classe.

Redazione del PDP

Famiglia

Inoltra la documentazione alla segreteria didattica dell’istituto: all’atto dell’iscrizione o alla formulazione della diagnosi, con o senza richiesta del PDP. Assume la corresponsabilità del progetto educativo-didattico, collaborando alla stesura. Si impegna ad avere colloqui mensili con i docenti del Consiglio di classe e il coordinatore di classe.

La certificazione

La diagnosi presentata dalla famiglia può essere rilasciata da una struttura privata in via provvisoria, in attesa del rilascio della certificazione da parte di strutture sanitarie pubbliche o accreditate. Negli anni terminali le certificazioni dovranno essere presentate entro il 31 marzo (art.1 R.A. n.140 del 25 luglio 2012).

Segreteria

Informa le famiglie della possibilità di richiedere il PDP alla consegna della documentazione. Predispone l’elenco degli alunni DSA per il responsabile DSA della scuola.

Responsabile DSA

Consegna la documentazione al Consiglio di Classe e provvede all’eventuale convocazione degli specialisti e dei genitori, su esplicita richiesta della famiglia.

Consiglio di classe e coordinatore

Valuta la necessità di un PDP per l’alunno. Se richiesto dalla famiglia o ritenuto necessario dal consiglio di classe, anche in assenza di esplicita richiesta, predispone il PDP su apposito modello previsto dall’istituto e disponibile sul sito nell’area modulistica.

Consegna il PDP al Dirigente.

Il CdC monitora il piano di studi personalizzato nel corso dell’anno, il coordinatore comunica alla famiglia l’esito del monitoraggio.

Dirigente Scolastico

Prende visione del PDP e lo firma.

Coordinatore

Condivisione del PDP con le famiglie che deve essere firmato dai genitori, dall’alunno e dagli specialisti se presenti. Il PDP deve essere sottoscritto sia in caso di accettazione sia in caso di rifiuto.

Screening DSA

La procedura è in fase sperimentale e nel suo primo anno di applicazione. Essa prevede:

  • Formazione dei docenti coinvolti nella somministrazione e correzione delle prove di screening.
  • Predisposizione del materiale per la somministrazione delle prove collettive, comprensivo delle indicazioni per la somministrazione e la correzione, delle prove stesse e del modulo di autorizzazione per le famiglie.
  • Consegna del materiale ai coordinatori di classe che provvedono alla distribuzione ai docenti interessati e alla raccolta delle autorizzazioni che andranno in ogni caso depositate nel fascicolo dell’alunno.
  • Somministrazione delle prove.
  • Correzione delle prove da parte dei ccl e compilazione del report per l’analisi dei dati che deve riportare per ciascun alunno il numero di errori commessi in ogni prova.
  • Consegna dei report agli specialisti della ASL che collaborano con la scuola e analisi dei dati per l’individuazione degli alunni a rischio DSA:

- in caso di rischio elevato si consiglia alla famiglia il supporto di specialisti per l’eventuale formulazione di una diagnosi corretta,

- in caso di alunni borderline si provvede alla somministrazione delle prove individuali al termine della quali si valuterà l’opportunità di effettuare la segnalazione alla famiglia.

Alunni con altri disturbi evolutivi specifici

Gli alunni con disturbi specifici che non rientrano nella categorie stabilite dalla Legge 104/92 possono usufruire di un piano di studi personalizzato e delle misure previste dalla Legge 170/2010.

Rientrano in questa categoria ad esempio gli alunni con:

-deficit del linguaggio;

-deficit delle abilità non verbali;

-deficit nella coordinazione motoria;

-deficit dell’attenzione e iperattività (in forma grave tale da compromettere il percorso scolastico);

-funzionamento cognitivo limite;

-disturbo dello spettro autistico lieve (qualora non previsto dalla legge 104) ecc.

Individuazione

  • Il Consiglio di classe prende in esame la documentazione clinica e/o la certificazione presentata dalla famiglia.
  • Il Consiglio di classe, qualora ravvisi difficoltà nel percorso scolastico dell’alunno che possono essere riconducibili a disturbi evolutivi specifici, informa la famiglia.

Predisposizione del Piano di studi personalizzato

  • Il Consiglio di classe predispone gli interventi di inclusione assumendosi la responsabilità pedagogico-didattica. Possono essere previste misure compensative e dispensative, nonché progettazioni e strategie didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita. Qualora la certificazione clinica o la diagnosi non sia stata presentata, il Consiglio di Classe dovrà motivare opportunatamente le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche.
  • Il coordinatore di classe può chiedere la consulenza del GLI.
  • La famiglia collabora alla stesura del PDP assumendo la corresponsabilità del progetto educativo.
  • Il Consiglio di Classe delibera l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato.

Attivazione del piano di studi personalizzato

Il piano di studi personalizzato può essere attivato solo se la famiglia lo sottoscrive. In caso di rifiuto la famiglia sottoscrive la non accettazione del piano.

Documentazione

Il coordinatore di classe è responsabile della documentazione che dovrà essere consegnata al Dirigente Scolastico che prende visione del PDP e lo firma.

Monitoraggio

Il coordinatore di classe informa il referente del GLI del percorso di inclusione attivato. Il monitoraggio del PDP sarà effettuato durante i Consigli di classe e durante gli incontri del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione sul confronto dei casi.

Valutazione

Il Consiglio di classe assume la responsabilità pedagogico-didattica ai fini valutativi.

ALUNNI CON SVANTAGGIO SOCIO-ECONOMICO, LINGUISTICO E/O CULTURALE

1) Area dello svantaggio socioeconomico e culturale

Tali tipologie di Bes, fermo restando le procedure descritte precedentemente, dovranno essere individuate sulla base di elementi oggettivi come, ad esempio, la segnalazione degli operatori dei servizi sociali oppure di ben fondate considerazioni psicopedagogiche e didattiche.

Gli interventi predisposti potranno essere di carattere transitorio.

2) Area dello svantaggio linguistico e culturale.

Prendendo spunto dalle indicazioni fornite dalla normativa vigente in materia, in particolare il Decreto Legislativo 286/98 all’art. 38 (Testo Unico delle disposizioni sull’immigrazione) e il relativo Regolamento attuativo, il DPR 394/99 all’art. 45 le cui disposizioni vengono recepite dalla C.M. 24/2006 che detta le “Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri”, il nostro Istituto, in seguito all’aumento di alunni stranieri nelle classi, predispone alcune linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri:

  1. definire pratiche condivise all'interno dell'Istituto in tema di accoglienza di alunni stranieri, anche recuperando esperienze già attuate (le esperienze verranno inserite in appendice);
  2. facilitare l'ingresso a scuola degli alunni stranieri e sostenerli nella fase di adattamento nel nuovo ambiente;
  3. entrare in relazione con la famiglia immigrata;
  4. favorire un clima di accoglienza nella scuola;
  5. definire compiti e ruoli degli operatori scolastici coinvolti ;
  6. offrire alcune indicazioni generali sulla programmazione del curricolo e sulla valutazione;
  7. suggerire modalità di intervento per l'apprendimento della lingua Italiano L2;
  8. individuare le risorse necessarie per tale intervento;
  9. promuovere la comunicazione e la collaborazione tra scuole e tra scuole e territorio sui temi dell'accoglienza e dell'educazione interculturale.

Tali indicazioni trovano la loro attuazione in tre fasi fondamentali:

1. FASE AMMINISTRATIVO - BUROCRATICA: iscrizione - documentazione

CHI COSA QUANDO MATERIALI
Personale designato dalla segreteria

Dare prime informazioni sulla scuola

Richiedere la documentazione dell’alunno

Fissare un appuntamento con il docente referente (F.S.)

Al momento del primo contatto con la scuola

Materiali tradotti in varie lingue

Domanda iscrizione

Informazioni su orari e funzionamento della scuola

2. FASE COMUNICATIVO - RELAZIONALE: prima accoglienza o conoscenza

CHI COSA QUANDO MATERIALI

Docente F.S. e docenti della C.I.I.

Mediatori culturali (se necessari)

Colloquio con la famiglia per avere altre informazioni sulla storia scolastica dell’alunno e conoscere le sue aspettative

Lettura e valutazione delle informazioni raccolte utili alla scelta della classe

Confronto dei sistemi scolastici e dei programmi stranieri (se si possiedono) con quelli italiani

Formulazione della proposta di assegnazione alla classe

Comunicazione tempestiva ai docenti che accoglieranno l’alunno straniero

Promozione e attuazione di laboratori linguistici, individuando risorse interne ed esterne e spazi adeguati

A settembre, prima delle lezioni e durante l’anno scolastico ad ogni nuovo inserimento

Materiale informativo per l’alunno e per la famiglia

Documentazione relativa a sistemi, programmi e calendari scolastici

3. FASE EDUCATIVO - DIDATTICA: programmazione, italiano L2, valutazione, rapporti e collaborazione con il territorio

L’intervento educativo-didattico sarà definito in tutte le sue modalità nel mese di settembre, una volta acquisite le varie documentazioni, avvalendosi anche, eventualmente, della collaborazione del Mediatore culturale.

Precisazioni didattiche

Secondo la C.M. 24 del 1/03/2006 “Uno degli obiettivi prioritari nell'integrazione degli alunni stranieri è quello di promuovere l'acquisizione di una buona competenza nell'italiano scritto e parlato, nelle forme recettive e produttive, per assicurare uno dei principali fattori di successo scolastico e di inclusione sociale”.
È bene sapere che mentre la lingua per comunicare può essere appresa in un arco di tempo che va da un mese ad un anno, la lingua dello studio, necessaria per comprendere ed esprimere concetti e sviluppare l’apprendimento, richiede alcuni anni. Per cui, superata la fase iniziale di apprendimento della lingua come strumento di comunicazione, va prestata particolare attenzione alla lingua per lo studio perché rappresenta il principale ostacolo all’apprendimento delle discipline. È per tale motivo che la suddetta C.M. pone l’apprendimento e lo sviluppo della lingua italiana come seconda lingua al centro dell’azione didattica e afferma che tutti gli insegnanti di classe, di qualsivoglia disciplina, sono coinvolti in tale lavoro di alfabetizzazione.

Valutazione

Per la valutazione degli alunni stranieri è opportuno prendere in considerazione la situazione di eventuale svantaggio linguistico e rispettare i tempi di apprendimento dell'Italiano come L2. La valutazione degli alunni stranieri deve tener conto del raggiungimento degli obiettivi trasversali che sono comunque disciplinari quali:

  • impegno
  • partecipazione
  • progressione nell'apprendimento
  • eventuali condizioni di disagio

In assenza di norme specifiche per gli alunni stranieri si seguono gli orientamenti generali per gli alunni “in particolari situazioni d'apprendimento” della C. M 491/1996:

1. valutazione in itinere: più che mai non ai fini di “giudizio” ma per adattare il percorso didattico

2. primo quadrimestre: se alcune discipline non possono essere valutate, sul documento di valutazione si potrà utilizzare una formula simile alla seguente: “la valutazione non viene espressa perché l'alunno è nella prima fase di alfabetizzazione in lingua italiana”.
Per le discipline che possono essere valutate (sicuramente almeno l'italiano in rapporto al percorso di alfabetizzazione organizzato per l'alunno) si farà riferimento al percorso individualizzato.

3. Fine anno scolastico: la valutazione va espressa anche se l'iscrizione è molto tardiva. Si può utilizzare una formula simile alla seguente: “la valutazione si riferisce al percorso personale di apprendimento perché l'alunno non ha ancora completato la fase di alfabetizzazione in lingua italiana”.
Docente referente:  Maria Grazia Borrone

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